Quando a maggio mi è stato proposto di collaborare per un evento sportivo, in particolare per un Grand Prix giovanile di pattinaggio artistico di figura, non avevo idea di che mondo avrei incontrato. Sì proprio un mondo, perché di questo si tratta. Come tutti gli sport il pattinaggio ha le sue regole, le sue usanze e tutto un protocollo di gara da rispettare. Soprattutto quando si tratta di una gara organizzata con l’Unione Internazionale di Pattinaggio. Sono stata subito entusiasta per questa nuova avventura: mi piacciono le sfide e le novità! A maggio sono andata ad un Torneo più piccolo per capire e vedere da vicino questo mondo. Ho avuto la fortuna di trovare un team e un comitato organizzativo strepitoso. Il club di pattinaggio di Egna, la Young Goose Academy, è un’accademia relativamente nuova, ma ha già al suo attivo pattinatori di livello e insegnanti altrettanto bravi. Anche il direttivo è composto da persone molto competenti e allo stesso tempo disponibili come non mai. Tutto questo ha permesso all’Accademia di portare per la prima volta in Alto Adige, e a Egna, sede dell’Accademia e della sua Arena di pattinaggio, un Junior Grand Prix a livello mondiale: 34 i paesi partecipanti con i loro ragazzi, mossi da passione e spirito di sacrificio, quello che si deve avere quando ancora così giovani si raggiungono livelli importanti in questa disciplina che permetterà poi a questi talenti di arrivare anche fino alle Olimpiadi.

Ho avuto la fortuna di collaborare con persone davvero in gamba: Ilaria la mia compagna di avventura per quanto riguarda l’immagine coordinata e gli allestimenti, è una professionista cresciuta proprio nel mondo del pattinaggio come atleta e allenatrice. In un caldo lunedì di agosto mi ha spiegato come in una competizione sportiva basta poco per fare la differenza, ma l’importante è farlo davvero bene.

E così siamo arrivati alla settimana del Grand Prix: tre giorni di gare preceduti da tre giorni di allestimenti e lavori, per creare un ambiente perfetto per accogliere atleti, allenatori, giudici di gara, volontari, ospiti visitatori. 10-12 ore di lavoro al giorno, momenti di panico e di sconforto, tutti che fanno tutto per aiutarsi uscendo anche dal ruolo assegnato: un vero lavoro di squadra! Il tutto coordinato dalla Competition Manager, una ragazza instancabile che avuto il costante e attento supporto della Presidente della Young Goose Academy.

Per me una nuova esperienza, nuove persone conosciute, nuovo mondo è vero, ma alla fine qualsiasi ambiente se supportato da allestimenti e cura dei dettagli risulta migliore e può davvero fare la differenza!